
PRESENTATA UN' INTERPELLANZA IN CONSIGLIO COMUNALE A MONFALCONE
Con questa interpellanza, a nome del mio gruppo consiliare La Destra, intendo mettere all’attenzione di questo consiglio Comunale i pericoli che la privatizzazione dell’acqua porta con se inevitabilmente e senza alcuna eccezione. Privatizzare le municipalizzate dell’acqua significa mettere sul piatto d’argento dei privati un boccone sul quale le speculazioni non tendono a tardare. In tutta Italia assistiamo al furto da parte dei privati delle gestioni delle aziende locali dell’acqua , e senza esclusione alcuna, possiamo facilmente costatare che in ogni singola iniziativa di partecipazione privata, concorre anche un eccessivo e infondato aumento generalizzato delle bollette.Privatizzare l’acqua equivale a tassare, o addirittura vendere, l’aria che anche in questo momento stiamo respirando, e una amministrazione che favorisce in tal senso le politiche di gestione dell’acqua, è una amministrazione che tradisce ogni aspettativa etica e morale che i cittadini riservano a carico delle istituzioni e della politica. Se nel libero mercato la privatizzazione può essere un incentivo ad abbattere i costi, nel caso dell’acqua essa non è altro che un regalo che si fa all’interesse privato, a discapito degli interessi superiori della collettività. Questo per il semplice motivo che nella gestione e distribuzione dell’acqua NON VI E' E NON VI PUO' ESSERE alcuna concorrenza. La creazione dei cartelli e dei monopoli permettono agli speculatori di dettare legge sui prezzi, senza alcuna possibilità di opposizione o di contestazione. Non possiamo permettere che questa situazione si presenti anche nel nostro Comune, non possiamo permettere che questa situazione continui a perdurare anche nella nostra realtà, e per questo che sono qui ad esporvi la seguente proposta di legge. Questa proposta, grazie alle autonomie locali di cui godiamo nel campo della gestione della azienda idrica, può essere maturata e messa in esecuzione a nostra completa indiscrezione. È per questo che richiamo la vostra attenzione e vi prego di mettere al voto di questo consiglio la mia proposta colta dal coordinamento nazionale di Progettoh2o.orgNon serve alcun complicato o dettagliato progetto per esprimere ciò che dovrebbe essere ovvio. Punto Uno: Le aziende pubbliche che gestiscono e distribuiscono l’acqua devono rimanere o devono nuovamente essere riconvertite in un capitale di azienda al 100% pubblico, senza alcuna infiltrazione di privati. Tutti i consumatori saranno a loro volta soci dell’azienda con pari diritti e doveri. Il maggiore azionista rimarranno i Municipi e le Province che dovranno gestire l’azienda nell’interesse comunePunto due: Le aziende pubbliche, distribuiscono il bene a tutti i cittadini della propria area di distribuzione presso il proprio domicilio applicando ad essi un primo e modesto costo di gestione della rete acquifera pari a 15 euro ogni due mesi, necessari a mantenere in attivo il bilancio aziendale e ad adempiere, come appena detto, ai costi necessari per la depurazione la manutenzione e la distribuzione.Punto Tre: Le aziende pubbliche dovranno fornire ad ogni nucleo familiare (in base anche al numero dei componenti) una quantità media di acqua al mese gratuitamente. Possiamo stimare che una famiglia composta da 4 persone possa usufruire di 4000 litri di acqua al mese GRATUITAMENTE. Questa modesta quantità servirà ad adempiere in maniera civile ed umana ai maggiori consumi di acqua che mediamente vengono consumati da una famiglia italiana (igiene personale, elettrodomestici comuni, acqua da bere). Se le famiglie sforeranno la soglia litri mensili standard dovranno allora pagare il surplus in base alla loro condizione economica, ma soprattutto al numero di componenti che le costituiscono. Il costo del surplus deve essere considerato diviso in tre fasce di consumo: Fino a 3.000 litri di acqua in esubero alle quote di fornitura gratuita: tariffa media nazionale al litro su base inflazionale. Quando si superano i 3000 litri di consumo mensile verranno applicate tariffazioni sempre crescenti nell’ordine del 30% in più , fino ad arrivare al 50% di rincaro , rispetto le rispettive soglie di 6000 litri (in surplus )e 10000 litri (in surplus) .Ovviamente tale principio di tariffazione sarà applicato nei casi di utilizzo domestico e dunque privato dell’ acqua , tale proposta non tocca l’ area commerciale , industriale e agricola della richiesta idrica .Il ProgettoH2o si propone dunque di restituire ai cittadini un diritto primario dell’ uomo: quello dell’ acqua . Mira a togliere di mano agli speculatori dell’ acqua i diritti di vendita pubblica e di distribuzione . Cerca di portare avanti con una proposta semplice e chiara , una politica di Risparmio idrico , da anni ignorato dalla politica nazionale e locale . L’ acqua è dunque un diritto di tutti ma non per questo è nostro diritto sprecarla .Detto questo chiedo a questo consiglio comunale di esprimersi in tal senso.
Il Consigliere Comunale Lionella Zanolla
Con questa interpellanza, a nome del mio gruppo consiliare La Destra, intendo mettere all’attenzione di questo consiglio Comunale i pericoli che la privatizzazione dell’acqua porta con se inevitabilmente e senza alcuna eccezione. Privatizzare le municipalizzate dell’acqua significa mettere sul piatto d’argento dei privati un boccone sul quale le speculazioni non tendono a tardare. In tutta Italia assistiamo al furto da parte dei privati delle gestioni delle aziende locali dell’acqua , e senza esclusione alcuna, possiamo facilmente costatare che in ogni singola iniziativa di partecipazione privata, concorre anche un eccessivo e infondato aumento generalizzato delle bollette.Privatizzare l’acqua equivale a tassare, o addirittura vendere, l’aria che anche in questo momento stiamo respirando, e una amministrazione che favorisce in tal senso le politiche di gestione dell’acqua, è una amministrazione che tradisce ogni aspettativa etica e morale che i cittadini riservano a carico delle istituzioni e della politica. Se nel libero mercato la privatizzazione può essere un incentivo ad abbattere i costi, nel caso dell’acqua essa non è altro che un regalo che si fa all’interesse privato, a discapito degli interessi superiori della collettività. Questo per il semplice motivo che nella gestione e distribuzione dell’acqua NON VI E' E NON VI PUO' ESSERE alcuna concorrenza. La creazione dei cartelli e dei monopoli permettono agli speculatori di dettare legge sui prezzi, senza alcuna possibilità di opposizione o di contestazione. Non possiamo permettere che questa situazione si presenti anche nel nostro Comune, non possiamo permettere che questa situazione continui a perdurare anche nella nostra realtà, e per questo che sono qui ad esporvi la seguente proposta di legge. Questa proposta, grazie alle autonomie locali di cui godiamo nel campo della gestione della azienda idrica, può essere maturata e messa in esecuzione a nostra completa indiscrezione. È per questo che richiamo la vostra attenzione e vi prego di mettere al voto di questo consiglio la mia proposta colta dal coordinamento nazionale di Progettoh2o.orgNon serve alcun complicato o dettagliato progetto per esprimere ciò che dovrebbe essere ovvio. Punto Uno: Le aziende pubbliche che gestiscono e distribuiscono l’acqua devono rimanere o devono nuovamente essere riconvertite in un capitale di azienda al 100% pubblico, senza alcuna infiltrazione di privati. Tutti i consumatori saranno a loro volta soci dell’azienda con pari diritti e doveri. Il maggiore azionista rimarranno i Municipi e le Province che dovranno gestire l’azienda nell’interesse comunePunto due: Le aziende pubbliche, distribuiscono il bene a tutti i cittadini della propria area di distribuzione presso il proprio domicilio applicando ad essi un primo e modesto costo di gestione della rete acquifera pari a 15 euro ogni due mesi, necessari a mantenere in attivo il bilancio aziendale e ad adempiere, come appena detto, ai costi necessari per la depurazione la manutenzione e la distribuzione.Punto Tre: Le aziende pubbliche dovranno fornire ad ogni nucleo familiare (in base anche al numero dei componenti) una quantità media di acqua al mese gratuitamente. Possiamo stimare che una famiglia composta da 4 persone possa usufruire di 4000 litri di acqua al mese GRATUITAMENTE. Questa modesta quantità servirà ad adempiere in maniera civile ed umana ai maggiori consumi di acqua che mediamente vengono consumati da una famiglia italiana (igiene personale, elettrodomestici comuni, acqua da bere). Se le famiglie sforeranno la soglia litri mensili standard dovranno allora pagare il surplus in base alla loro condizione economica, ma soprattutto al numero di componenti che le costituiscono. Il costo del surplus deve essere considerato diviso in tre fasce di consumo: Fino a 3.000 litri di acqua in esubero alle quote di fornitura gratuita: tariffa media nazionale al litro su base inflazionale. Quando si superano i 3000 litri di consumo mensile verranno applicate tariffazioni sempre crescenti nell’ordine del 30% in più , fino ad arrivare al 50% di rincaro , rispetto le rispettive soglie di 6000 litri (in surplus )e 10000 litri (in surplus) .Ovviamente tale principio di tariffazione sarà applicato nei casi di utilizzo domestico e dunque privato dell’ acqua , tale proposta non tocca l’ area commerciale , industriale e agricola della richiesta idrica .Il ProgettoH2o si propone dunque di restituire ai cittadini un diritto primario dell’ uomo: quello dell’ acqua . Mira a togliere di mano agli speculatori dell’ acqua i diritti di vendita pubblica e di distribuzione . Cerca di portare avanti con una proposta semplice e chiara , una politica di Risparmio idrico , da anni ignorato dalla politica nazionale e locale . L’ acqua è dunque un diritto di tutti ma non per questo è nostro diritto sprecarla .Detto questo chiedo a questo consiglio comunale di esprimersi in tal senso.
Il Consigliere Comunale Lionella Zanolla
2 commenti:
brava lionella, bravo tommaso!
saluti
Salvo
grazie salvo!! anche se le strade che percorreremo potranno essere diverse l'obiettivo sarà sempre comune............tommaso
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