venerdì 4 dicembre 2009
venerdì 15 maggio 2009
CHIACCHIERE CHIACCHIERE E I POSTI DI LAVORO SONO A RISCHIO
Leggiamo in questi giorni sui quotidiani locali l'accelerazione che si è data, verso un nuovo assetto azionario, della situazione di stallo che da ormai troppo tempo sta caratterizzando lo scalo aeroportuale di Ronchi dei Legionari. Stallo che si è tradotto in una completa inattività e assenza completa di idee riguardo lo sviluppo, o almeno una stazionaria situazione, di una realtà che consideriamo fondamentale per l' economia provinciale. Per dare uno scossone a questa società avevamo presentato una mozione in Consiglio comunale di Monfalcone tendente alla chiusura di quel “carrozzone” che, negli anni, si è dimostrato essere il Consorzio di Sviluppo dell' Aeroporto FVG. Mozione che abbiamo poi deciso di tenere responsabilmente in stand-by in attesa di quel “famoso piano industriale che due mesi fa il Consorzio aveva annunciato e che puntualmente si è rivelato l' ennesima presa in giro. Nessun piano industriale è stato presentato!! Ma non poteva essere diversamente!! Chi ha badato, per decenni, solo a gestire in modo clientelare e senza nessun disegno progettuale e avendo solo la preoccupazione di non perdere il potere all'interno della società non poteva certo ravvedersi ora che la situazione economica ha reso impossibili da parte dei Comuni ed enti soci i continui “rabbocchi” di denaro pubblico per ripianare quelle allegre gestioni del passato. Ora che la “magnadora” è finita, ecco che si inizia ad intravedere la possibilità che, finalmente, sia la Regione in primis a gestire lo scalo permettendo quelle possibili e , secondo noi, necessarie sinergie con le altre realtà settoriali vicine per poter creare le basi per uno sviluppo o almeno un mantenimento della realtà produttiva ed occupazionale. Si, perchè il pericolo che vediamo all' orizzonte è un negativo ridimensionamento dello scalo. Segni evidenti sono i licenziamenti ed il trasferimento di materiali e uomini che, nascostamente, società che operano nell' aeroporto stanno iniziando, da un po' di tempo, a porre in atto. Alle voci tranquillizzanti che rispondono alle domande che si pongono i lavoratori aeroportuali infatti fanno da contraltare atti che vanno nella direzione contraria alla tranquillità.
Ci sono centinaia di famiglie che lavorano e vivono di questa realtà economica ed hanno bisogno di sicurezza circa il loro futuro!!
Troppo tempo si è perso finora!! L' Aeroporto di Ronchi ha bisogno di un assetto azionario forte e determinato che sappia discutere con gli operatori che hanno base nello scalo e sappia dare sicurezza sia a loro, in termini di redditività degli investimenti, che ai lavoratori, in termini di sicurezza economica.
Ci auguriamo che l' azionariato sia a breve definito chiaramente con una maggioranza della Regione che dia finalmente quelle indicazioni di prospettiva futura che per anni sono mancate.
Ci auguriamo che si presti, DA SUBITO la dovuta attenzione ai problemi occupazionali che stanno emergendo seriamente, così da non trovarsi, nuovamente, a doversi confrontare con una crisi occupazionale “che nessuno aveva sentore ci fosse” e che non è più possibile gestire.
La Provincia di Gorizia non è più in grado di sopportare altre perdite di posti di lavoro, la Provincia di Gorizia non ha più bisogno di palliativi economici a scadenza ma di gestioni serie delle sue realtà economiche che le permettano di ricominciare a programmare il suo futuro.
Chiediamo, per questo, un forte e preciso impegno da parte della Regione e dei Comuni di Ronchi e Monfalcone, in primis, ed una tardiva ma a questo punto appropriata presa d' atto da parte dei componenti il Consorzio Aeroportuale che hanno dimostrato di non avere le capacità e, forse, la voglia di gestire una partita che si gioca sulla pelle reale dei lavoratori: facciano sollecitamente un passo indietro così da non rinviare il tempo delle oramai improcrastinabili decisioni.
Ci sono centinaia di famiglie che lavorano e vivono di questa realtà economica ed hanno bisogno di sicurezza circa il loro futuro!!
Troppo tempo si è perso finora!! L' Aeroporto di Ronchi ha bisogno di un assetto azionario forte e determinato che sappia discutere con gli operatori che hanno base nello scalo e sappia dare sicurezza sia a loro, in termini di redditività degli investimenti, che ai lavoratori, in termini di sicurezza economica.
Ci auguriamo che l' azionariato sia a breve definito chiaramente con una maggioranza della Regione che dia finalmente quelle indicazioni di prospettiva futura che per anni sono mancate.
Ci auguriamo che si presti, DA SUBITO la dovuta attenzione ai problemi occupazionali che stanno emergendo seriamente, così da non trovarsi, nuovamente, a doversi confrontare con una crisi occupazionale “che nessuno aveva sentore ci fosse” e che non è più possibile gestire.
La Provincia di Gorizia non è più in grado di sopportare altre perdite di posti di lavoro, la Provincia di Gorizia non ha più bisogno di palliativi economici a scadenza ma di gestioni serie delle sue realtà economiche che le permettano di ricominciare a programmare il suo futuro.
Chiediamo, per questo, un forte e preciso impegno da parte della Regione e dei Comuni di Ronchi e Monfalcone, in primis, ed una tardiva ma a questo punto appropriata presa d' atto da parte dei componenti il Consorzio Aeroportuale che hanno dimostrato di non avere le capacità e, forse, la voglia di gestire una partita che si gioca sulla pelle reale dei lavoratori: facciano sollecitamente un passo indietro così da non rinviare il tempo delle oramai improcrastinabili decisioni.
domenica 26 aprile 2009
28 APRILE 2009 - RICORDIAMO CHI E' CADUTO RIMANENDO FEDELE FINO ALLA FINE

L' U.N.C.R.S.I. E L' A.N.A.M.-G.N.R. ricorrendo il 64° anniversario del sacrificio di BENITO MUSSOLINI ononeranno la Sua memoria e quella di tutti i caduti della Repubblica Sociale Italiana con una S. Messa che verrà celebrata presso la Chiesa della B.V. del Rosario in Piazza Vecchia a Trieste.
Certi della presenza di tutti i camerari che si riconoscono nei tradizionali ideali
ITALIA ITALIA ITALIA
lunedì 12 gennaio 2009
PERCHE' STIAMO CON ISRAELE..............
da Noreporter:
Una scelta coraggiosa, condivisa con uomini esemplari che premettono sempre il giusto alla carriera. Nel 1948 gli Arabi, con l'appoggio di alcune nazioni occidentali e la benedizione di potenti lobbies islamiche e neonaziste, crearono uno stato confessionale sulle terre abitate dagli Ebrei, sottraendo a questi più del 78% dei territori in cui vivevano da duemila anni.Da tempo gli arabi avevano già provveduto a terrorizzare la comunità ebraica attaccando villaggi e distruggendo insediamenti, e a far saltare in aria soldati inglesi e semplici civili per mettere subito in chiaro chi avrebbe comandato in quel pezzo di terra. Donne e bambini ebrei vennero massacrati senza pietà da milizie barbute che agitavano il Corano. Dopo aver vissuto la tragedia dell'Olocausto gli Ebrei subivano quindi una nuova sciagura.Negli anni seguenti la formazione dello stato musulmano, una serie di guerre portò i Palestinesi ad occupare nuovi territori abitati da Ebrei. Il sogno della Grande Palestina promessa da Maometto stava per realizzarsi. Gli estremisti islamici se ne infischiavano delle numerose risoluzioni dell'ONU che condannavano la politica espansionistica dello Stato Palestinese. E nessuno osava intervenire in maniera realmente efficacie. I Palestinesi sono molto influenti, si sa. La lobby palestinese influenza la politica occidentale, controlla l'informazione, manovra in parte i mercati finanziari. E la macchina propagandistica palestinese è così potente da riuscire ad annichilire sul nascere ogni voce che tenti di alzarsi in difesa degli Ebrei. Un chiaro esempio di ciò ci viene dal settore cinematografico (..l"'arma più potente."). Non si hanno ricordi di pellicole prodotte da Hollywood che descrivano o anche soltanto accennino alla tragedia dell'Olocausto. E non è forse vero che ogni iniziativa, politica o culturale, che possa tener viva la memoria di quegli avvenimenti tragici viene sistematicamente scoraggiata in ogni parte del mondo? Non è forse vero che nei testi scolastici l'Olocausto è appena accennato, mentre basta una timida protesta contro la politica espansionistica del governo palestinese per rischiare una infamante denuncia per “antiarabismo”?In mezzo a questa congiura del silenzio, 6 milioni di Ebrei sono costretti da decenni a vivere come profughi nei paesi che confinano con la Grande Palestina. Non è loro consentito il rientro nei territori che essi abitavano prima dell'arrivo dei musulmani. Verboten!!!Al contrario, in Palestina può divenire cittadino chiunque decida di stabilirvisi, proveniente da ogni parte del mondo, dalla Russia come da Papua o dalle isole Tonga, purché musulmano doc. Cosa possono fare i poveri Ebrei allora per far sentire la loro voce disperata? Come possono scuotere l'opinione pubblica mondiale che sembra ignorare la tragedia di un popolo assetato, costretto a vivere in una stretta lingua di terra sovrappopolata, esposto alle violenze dell'esercito del Saladino, che impedisce ai bambini di raggiungere le loro scuole, ai contadini di coltivare gli ulivi ? Pietre contro i blindati di Allah, attentati suicidi, lancio di missili “Abram” che scalfiscono le tegole delle case dei coloni musulmani. I soldati con la Mezzaluna Rossa sono invece perfettamente armati grazie a miliardi di dollari che giungono nelle casse della Grande Palestina ogni anno. I feroci saladini sparano sui bambini. Sulle donne. Sui pacifisti che si oppongono alla distruzione delle abitazioni degli Ebrei. Tanto sanno che alla fine, la Storia, quella ufficiale, quella che nessun studioso può mettere in dubbio, pena la galera, darà loro ragione. Ecco perché anche noi della Comunità Solidarista Popoli, come Gasparri, Capezzone e tanti uomini di buona volontà (quelli per intenderci che fanno scelte coraggiose , pronti a mettere a repentaglio addirittura la loro carriera politica per sposare la causa dei più deboli), stiamo tutti, orgogliosamente, con Israele.
Una scelta coraggiosa, condivisa con uomini esemplari che premettono sempre il giusto alla carriera. Nel 1948 gli Arabi, con l'appoggio di alcune nazioni occidentali e la benedizione di potenti lobbies islamiche e neonaziste, crearono uno stato confessionale sulle terre abitate dagli Ebrei, sottraendo a questi più del 78% dei territori in cui vivevano da duemila anni.Da tempo gli arabi avevano già provveduto a terrorizzare la comunità ebraica attaccando villaggi e distruggendo insediamenti, e a far saltare in aria soldati inglesi e semplici civili per mettere subito in chiaro chi avrebbe comandato in quel pezzo di terra. Donne e bambini ebrei vennero massacrati senza pietà da milizie barbute che agitavano il Corano. Dopo aver vissuto la tragedia dell'Olocausto gli Ebrei subivano quindi una nuova sciagura.Negli anni seguenti la formazione dello stato musulmano, una serie di guerre portò i Palestinesi ad occupare nuovi territori abitati da Ebrei. Il sogno della Grande Palestina promessa da Maometto stava per realizzarsi. Gli estremisti islamici se ne infischiavano delle numerose risoluzioni dell'ONU che condannavano la politica espansionistica dello Stato Palestinese. E nessuno osava intervenire in maniera realmente efficacie. I Palestinesi sono molto influenti, si sa. La lobby palestinese influenza la politica occidentale, controlla l'informazione, manovra in parte i mercati finanziari. E la macchina propagandistica palestinese è così potente da riuscire ad annichilire sul nascere ogni voce che tenti di alzarsi in difesa degli Ebrei. Un chiaro esempio di ciò ci viene dal settore cinematografico (..l"'arma più potente."). Non si hanno ricordi di pellicole prodotte da Hollywood che descrivano o anche soltanto accennino alla tragedia dell'Olocausto. E non è forse vero che ogni iniziativa, politica o culturale, che possa tener viva la memoria di quegli avvenimenti tragici viene sistematicamente scoraggiata in ogni parte del mondo? Non è forse vero che nei testi scolastici l'Olocausto è appena accennato, mentre basta una timida protesta contro la politica espansionistica del governo palestinese per rischiare una infamante denuncia per “antiarabismo”?In mezzo a questa congiura del silenzio, 6 milioni di Ebrei sono costretti da decenni a vivere come profughi nei paesi che confinano con la Grande Palestina. Non è loro consentito il rientro nei territori che essi abitavano prima dell'arrivo dei musulmani. Verboten!!!Al contrario, in Palestina può divenire cittadino chiunque decida di stabilirvisi, proveniente da ogni parte del mondo, dalla Russia come da Papua o dalle isole Tonga, purché musulmano doc. Cosa possono fare i poveri Ebrei allora per far sentire la loro voce disperata? Come possono scuotere l'opinione pubblica mondiale che sembra ignorare la tragedia di un popolo assetato, costretto a vivere in una stretta lingua di terra sovrappopolata, esposto alle violenze dell'esercito del Saladino, che impedisce ai bambini di raggiungere le loro scuole, ai contadini di coltivare gli ulivi ? Pietre contro i blindati di Allah, attentati suicidi, lancio di missili “Abram” che scalfiscono le tegole delle case dei coloni musulmani. I soldati con la Mezzaluna Rossa sono invece perfettamente armati grazie a miliardi di dollari che giungono nelle casse della Grande Palestina ogni anno. I feroci saladini sparano sui bambini. Sulle donne. Sui pacifisti che si oppongono alla distruzione delle abitazioni degli Ebrei. Tanto sanno che alla fine, la Storia, quella ufficiale, quella che nessun studioso può mettere in dubbio, pena la galera, darà loro ragione. Ecco perché anche noi della Comunità Solidarista Popoli, come Gasparri, Capezzone e tanti uomini di buona volontà (quelli per intenderci che fanno scelte coraggiose , pronti a mettere a repentaglio addirittura la loro carriera politica per sposare la causa dei più deboli), stiamo tutti, orgogliosamente, con Israele.
venerdì 9 gennaio 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)

