
domenica 21 dicembre 2008
domenica 30 novembre 2008
NO DEPURAZIONE?? ALLORA RIMBORSO!!
Gli organi d’informazione si sono ben guardati dal dare il necessario risalto all’approvazione del Decreto Legge n° 112, articolo 23 bis del Ministro Tremonti, con il quale il Governo Berlusconi, nell’aprile di quest’anno, ha sancito la privatizzazione dell’acqua, un bene prezioso ed essenziale per la vita come l’aria che respiriamo.Particolarmente vergognoso è stato l’appoggio dell’opposizione, in particolare del Partito Democratico, attraverso il Ministro Ombra Lanzillotta: evidentemente hanno la stessa concezione dell’economia del Cavaliere di Arcore.
Ma ancora più vergognoso troviamo il silenzio che ha accompagnato l'uscita della sentenza n. 335/2008 della Corte Costituzionale pubblicata in data 10 ottobre 2008; una sentenza che ha un particolare rilievo proprio per la nostra Provincia.
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il pagamento della tariffa di depurazione, considerato come corrispettivo per il servizio prestato. Pagamento che prima era obbligatorio, anche se detto servizio non era presente o mal funzionante. Questa sentenza ha effetto retroattivo e permette di chiedere il rimborso delle somme illegalmente richieste dai comuni o dagli enti che gestiscono il servizio idrico, anche per gli anni precedenti.In questa situazione - mancanza di collegamento alla rete fognaria o mancanza/ malfunzionamento del depuratore - versano molte zone della città di Monfalcone e molte zone o Comuni interi della nostra Provincia.
Abbiamo già provveduto a richiedere al Comune di Monfalcone tutte le zone in cui il servizio era inattivo o mancante così da poter a breve procedere ad una capillare informazione dei residenti che in tutti questi anni sono stati costretti a pagare per un servizio che non gli veniva corrisposto.
Auspichiamo che in ogni Comune della Provincia si attivi un servizio simile così da poter tutelare integralmente tutti i cittadini isontini, magari con un'azione comune e, quindi, più efficace.
Crediamo che il voler essere dalla parte dei cittadini non si debba esprimere solo a parole ma con i fatti. Facile continuare a ripetere belle parole ma poi, quando si tratta si schierarsi fra realtà economiche e semplici cittadini optare sempre per il più forte ed arrogante.
Informazioni o richiesta moduli per la richiesta del rimborso possono essere richieste via mail a petragallo8@hotmail.com o telefonicamente al 333-3442474.
domenica 23 novembre 2008
ORMAI SONO TROPPI!!!!!
Dopo la pubblicazione degli ultimi dati sulla presenza “straniera” in città, arrivata secondo l'articolista al 13,2% della popolazione, ci saremmo aspettati qualche reazione da parte della classe politica attuale ma niente di niente!! Nessun grido di allarme, nessuna presa di posizione. Ed allora crediamo che, a costo di esser tacciati per razzisti, sia nostro dovere sollevare questo velo di spregevole “buonismo” e dire quello che tutti pensano ma nessuno ha il coraggio di dire a voce alta: SONO TROPPI GLI STRANIERI A MONFALCONE!!. Una città già alle prese con notevoli problematiche non può più pensare di poter essere la porta di entrata di tanti disperati che continuano imperterriti ad arrivare. Una città in cui diventa sempre più un problema trovare una casa non può permettersi l'arrivo di centinaia di nuovi “domiciliati” che vanno a trasformare metodicamente abitazioni per una famiglia di due-tre-quattro componenti in illegali “dormitori” formati da 10-15-20 posti letti. Una città che non riesce più a soddisfare le richieste di aiuto delle fasce più povere della sua popolazione autoctona non può più permettersi un aumento di persone che vivono in situazioni disagiate.
Crediamo che sia necessario un chiaro ed immediato cambio di marcia. Si è parlato in tutti questi anni di “integrazione” avendo però, forse, perso il significato di questa parola. Integrazione vuol dire “inserire una persona o un gruppo in un ambiente o in un contesto, IN MODO CHE NE DIVENTI PARTE ORGANICA”!! Ora non ci pare che questo sia, dopo ormai più di dieci anni di convivenza forzata, ancora minimamente iniziato. Esistono sul territorio monfalconese comunità che non cercano in alcun modo di legare e di integrarsi. Esistono zone dove se uno passa trova solo uomini di colore; esiste una piazza centrale che non è quasi più frequentata dai monfalconesi. Questa è integrazione?? Noi crediamo proprio di no!!
Questa situazione, sommata alla grave crisi occupazionale ed economica che il territorio sta vivendo ormai da alcuni anni crediamo sarà, a breve, una miccia che contribuirà all' esplosione di quella xenofobia latente che si sta alimentando sempre di più e che proprio questi “illuminati” politici che ci governano dovrebbero avere a cuore di disinnescare.
Crediamo che sia ormai improcrastinabile una moratoria degli arrivi di nuovi stranieri.
Crediamo che sia necessaria un'azione di controllo delle abitazioni in affitto togliendo l'agibilità a quelle che risultassero abitate oltre i limiti stabiliti dalla legge in merito all' “adeguatezza dell' alloggio”.
Crediamo che sia ora che Fincantieri si assuma l'onere e la responsabilità del mantenimento di tutta questa manodopera che continua a sfruttare mentre gli oneri sociali vanno a ricadere sulle spalle della cittadinanza monfalconese.
Crediamo che sia ora che una postazione fissa di operatori del Ministero del Lavoro per la prevenzione degli infortuni e del lavoro nero trovi spazio all'interno dello stabilimento, perchè lo stesso non sia più una enclave dove tutto può succedere ma dove il lavoro sia regolato come tutto il resto del territorio nazionale.
Crediamo che sia ora che si inizino a prendere decisioni forti ma ormai improcrastinabili.
Crediamo che se questa giunta non ha la forza di porre rimedio a queste problematiche sia ora che faccia il più bel regalo di Natale ai monfalconesi: rassegnino tutti le dimissioni e vada a casa!!
lunedì 17 novembre 2008
NESSUNA PRIVATIZZAZIONE DELL' ACQUA!! L' ACQUA E' DI TUTTI!!

PRESENTATA UN' INTERPELLANZA IN CONSIGLIO COMUNALE A MONFALCONE
Con questa interpellanza, a nome del mio gruppo consiliare La Destra, intendo mettere all’attenzione di questo consiglio Comunale i pericoli che la privatizzazione dell’acqua porta con se inevitabilmente e senza alcuna eccezione. Privatizzare le municipalizzate dell’acqua significa mettere sul piatto d’argento dei privati un boccone sul quale le speculazioni non tendono a tardare. In tutta Italia assistiamo al furto da parte dei privati delle gestioni delle aziende locali dell’acqua , e senza esclusione alcuna, possiamo facilmente costatare che in ogni singola iniziativa di partecipazione privata, concorre anche un eccessivo e infondato aumento generalizzato delle bollette.Privatizzare l’acqua equivale a tassare, o addirittura vendere, l’aria che anche in questo momento stiamo respirando, e una amministrazione che favorisce in tal senso le politiche di gestione dell’acqua, è una amministrazione che tradisce ogni aspettativa etica e morale che i cittadini riservano a carico delle istituzioni e della politica. Se nel libero mercato la privatizzazione può essere un incentivo ad abbattere i costi, nel caso dell’acqua essa non è altro che un regalo che si fa all’interesse privato, a discapito degli interessi superiori della collettività. Questo per il semplice motivo che nella gestione e distribuzione dell’acqua NON VI E' E NON VI PUO' ESSERE alcuna concorrenza. La creazione dei cartelli e dei monopoli permettono agli speculatori di dettare legge sui prezzi, senza alcuna possibilità di opposizione o di contestazione. Non possiamo permettere che questa situazione si presenti anche nel nostro Comune, non possiamo permettere che questa situazione continui a perdurare anche nella nostra realtà, e per questo che sono qui ad esporvi la seguente proposta di legge. Questa proposta, grazie alle autonomie locali di cui godiamo nel campo della gestione della azienda idrica, può essere maturata e messa in esecuzione a nostra completa indiscrezione. È per questo che richiamo la vostra attenzione e vi prego di mettere al voto di questo consiglio la mia proposta colta dal coordinamento nazionale di Progettoh2o.orgNon serve alcun complicato o dettagliato progetto per esprimere ciò che dovrebbe essere ovvio. Punto Uno: Le aziende pubbliche che gestiscono e distribuiscono l’acqua devono rimanere o devono nuovamente essere riconvertite in un capitale di azienda al 100% pubblico, senza alcuna infiltrazione di privati. Tutti i consumatori saranno a loro volta soci dell’azienda con pari diritti e doveri. Il maggiore azionista rimarranno i Municipi e le Province che dovranno gestire l’azienda nell’interesse comunePunto due: Le aziende pubbliche, distribuiscono il bene a tutti i cittadini della propria area di distribuzione presso il proprio domicilio applicando ad essi un primo e modesto costo di gestione della rete acquifera pari a 15 euro ogni due mesi, necessari a mantenere in attivo il bilancio aziendale e ad adempiere, come appena detto, ai costi necessari per la depurazione la manutenzione e la distribuzione.Punto Tre: Le aziende pubbliche dovranno fornire ad ogni nucleo familiare (in base anche al numero dei componenti) una quantità media di acqua al mese gratuitamente. Possiamo stimare che una famiglia composta da 4 persone possa usufruire di 4000 litri di acqua al mese GRATUITAMENTE. Questa modesta quantità servirà ad adempiere in maniera civile ed umana ai maggiori consumi di acqua che mediamente vengono consumati da una famiglia italiana (igiene personale, elettrodomestici comuni, acqua da bere). Se le famiglie sforeranno la soglia litri mensili standard dovranno allora pagare il surplus in base alla loro condizione economica, ma soprattutto al numero di componenti che le costituiscono. Il costo del surplus deve essere considerato diviso in tre fasce di consumo: Fino a 3.000 litri di acqua in esubero alle quote di fornitura gratuita: tariffa media nazionale al litro su base inflazionale. Quando si superano i 3000 litri di consumo mensile verranno applicate tariffazioni sempre crescenti nell’ordine del 30% in più , fino ad arrivare al 50% di rincaro , rispetto le rispettive soglie di 6000 litri (in surplus )e 10000 litri (in surplus) .Ovviamente tale principio di tariffazione sarà applicato nei casi di utilizzo domestico e dunque privato dell’ acqua , tale proposta non tocca l’ area commerciale , industriale e agricola della richiesta idrica .Il ProgettoH2o si propone dunque di restituire ai cittadini un diritto primario dell’ uomo: quello dell’ acqua . Mira a togliere di mano agli speculatori dell’ acqua i diritti di vendita pubblica e di distribuzione . Cerca di portare avanti con una proposta semplice e chiara , una politica di Risparmio idrico , da anni ignorato dalla politica nazionale e locale . L’ acqua è dunque un diritto di tutti ma non per questo è nostro diritto sprecarla .Detto questo chiedo a questo consiglio comunale di esprimersi in tal senso.
Il Consigliere Comunale Lionella Zanolla
Con questa interpellanza, a nome del mio gruppo consiliare La Destra, intendo mettere all’attenzione di questo consiglio Comunale i pericoli che la privatizzazione dell’acqua porta con se inevitabilmente e senza alcuna eccezione. Privatizzare le municipalizzate dell’acqua significa mettere sul piatto d’argento dei privati un boccone sul quale le speculazioni non tendono a tardare. In tutta Italia assistiamo al furto da parte dei privati delle gestioni delle aziende locali dell’acqua , e senza esclusione alcuna, possiamo facilmente costatare che in ogni singola iniziativa di partecipazione privata, concorre anche un eccessivo e infondato aumento generalizzato delle bollette.Privatizzare l’acqua equivale a tassare, o addirittura vendere, l’aria che anche in questo momento stiamo respirando, e una amministrazione che favorisce in tal senso le politiche di gestione dell’acqua, è una amministrazione che tradisce ogni aspettativa etica e morale che i cittadini riservano a carico delle istituzioni e della politica. Se nel libero mercato la privatizzazione può essere un incentivo ad abbattere i costi, nel caso dell’acqua essa non è altro che un regalo che si fa all’interesse privato, a discapito degli interessi superiori della collettività. Questo per il semplice motivo che nella gestione e distribuzione dell’acqua NON VI E' E NON VI PUO' ESSERE alcuna concorrenza. La creazione dei cartelli e dei monopoli permettono agli speculatori di dettare legge sui prezzi, senza alcuna possibilità di opposizione o di contestazione. Non possiamo permettere che questa situazione si presenti anche nel nostro Comune, non possiamo permettere che questa situazione continui a perdurare anche nella nostra realtà, e per questo che sono qui ad esporvi la seguente proposta di legge. Questa proposta, grazie alle autonomie locali di cui godiamo nel campo della gestione della azienda idrica, può essere maturata e messa in esecuzione a nostra completa indiscrezione. È per questo che richiamo la vostra attenzione e vi prego di mettere al voto di questo consiglio la mia proposta colta dal coordinamento nazionale di Progettoh2o.orgNon serve alcun complicato o dettagliato progetto per esprimere ciò che dovrebbe essere ovvio. Punto Uno: Le aziende pubbliche che gestiscono e distribuiscono l’acqua devono rimanere o devono nuovamente essere riconvertite in un capitale di azienda al 100% pubblico, senza alcuna infiltrazione di privati. Tutti i consumatori saranno a loro volta soci dell’azienda con pari diritti e doveri. Il maggiore azionista rimarranno i Municipi e le Province che dovranno gestire l’azienda nell’interesse comunePunto due: Le aziende pubbliche, distribuiscono il bene a tutti i cittadini della propria area di distribuzione presso il proprio domicilio applicando ad essi un primo e modesto costo di gestione della rete acquifera pari a 15 euro ogni due mesi, necessari a mantenere in attivo il bilancio aziendale e ad adempiere, come appena detto, ai costi necessari per la depurazione la manutenzione e la distribuzione.Punto Tre: Le aziende pubbliche dovranno fornire ad ogni nucleo familiare (in base anche al numero dei componenti) una quantità media di acqua al mese gratuitamente. Possiamo stimare che una famiglia composta da 4 persone possa usufruire di 4000 litri di acqua al mese GRATUITAMENTE. Questa modesta quantità servirà ad adempiere in maniera civile ed umana ai maggiori consumi di acqua che mediamente vengono consumati da una famiglia italiana (igiene personale, elettrodomestici comuni, acqua da bere). Se le famiglie sforeranno la soglia litri mensili standard dovranno allora pagare il surplus in base alla loro condizione economica, ma soprattutto al numero di componenti che le costituiscono. Il costo del surplus deve essere considerato diviso in tre fasce di consumo: Fino a 3.000 litri di acqua in esubero alle quote di fornitura gratuita: tariffa media nazionale al litro su base inflazionale. Quando si superano i 3000 litri di consumo mensile verranno applicate tariffazioni sempre crescenti nell’ordine del 30% in più , fino ad arrivare al 50% di rincaro , rispetto le rispettive soglie di 6000 litri (in surplus )e 10000 litri (in surplus) .Ovviamente tale principio di tariffazione sarà applicato nei casi di utilizzo domestico e dunque privato dell’ acqua , tale proposta non tocca l’ area commerciale , industriale e agricola della richiesta idrica .Il ProgettoH2o si propone dunque di restituire ai cittadini un diritto primario dell’ uomo: quello dell’ acqua . Mira a togliere di mano agli speculatori dell’ acqua i diritti di vendita pubblica e di distribuzione . Cerca di portare avanti con una proposta semplice e chiara , una politica di Risparmio idrico , da anni ignorato dalla politica nazionale e locale . L’ acqua è dunque un diritto di tutti ma non per questo è nostro diritto sprecarla .Detto questo chiedo a questo consiglio comunale di esprimersi in tal senso.
Il Consigliere Comunale Lionella Zanolla
BASTA POLTRONE INUTILI!! A LAVORAREE!!
Il Consiglio comunale di Monfalcone, all’unanimità, ha votato pochi mesi fa un ordine del giorno per esprimere tutta la contrarietà della “casta politica” per i nuovi criteri di spartizione dei posti nel consiglio di amministrazione del Consorzio Aeroporto Friuli Venezia Giulia. Ci saremmo aspettati una presa di posizione contraria. Un qualcuno che si indignasse per questo tipo di votazioni; un qualcuno che facesse presente l’assurdità di indignarsi per la conservazione del potere di nominare un consigliere di amministrazione di un ente che ormai è un INUTILE CARROZZONE ma, ancora una volta c’è stata la dimostrazione che quello che tutti i cittadini pensano è realtà: centrodestra-centrosinistra, la minestra è sempre la stessa; quando si tratta di difendere privilegi inutili che gravano sulle tasche dei cittadini tutti sono unanimi; i privilegi non si toccano!Il Consorzio era nato con lo scopo di promuovere lo sviluppo dell’ Aeroporto e nel 1997 con la costituzione della Società Aeroporto FVG S.p.A. venne deciso che tutta la gestione passasse, dal 1° luglio 1997 alla Società stessa. Finito lo scopo del Consorzio era logico, quindi, che lo stesso venisse sciolto rendendo la gestione più razionale ed efficiente. Sono dieci anni invece che un ente ormai inutile rappresenta una zavorra ed impedisce quello sviluppo che a parole tutti esigono. Il Consorzio non ha attività gestionale, le entrate pervengono dagli utili che l’ Aeroporto S.p.A. (a volte) produce e dagli aumenti di capitale che periodicamente vengono decisi e pagati dai vari azionisti (i Comuni ed altri enti pubblici); le spese sono costituite dagli emolumenti per i 13 consiglieri d’amministrazione e da “consulenze” varie (per cosa poi non si sa bene).Il Consorzio oggi, rappresenta solo un luogo dove posizionare “trombati vari” o “sistemare qualcuno”.Crediamo che sia tempo di prendere decisioni. Basta il mantenimento di enti inutili! Si abbia il coraggio di votare un ordine del giorno che esiga lo scioglimento del Consorzio e la riforma della S.p.A. che gestisce lo scalo. Che la Regione acquisti il 51% del pacchetto della S.p.A., che la Provincia di Gorizia ed il Comune di Ronchi possano avere rappresentanti nella Società di gestione e che il restante capitale sociale sia privatizzato. Solo così, crediamo che finalmente l’ aeroporto possa avere possibilità di sviluppo avendo però la garanzia rappresentata da una maggioranza azionaria in mano pubblica.Ma tant’è……………la casta è casta mica per niente.
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