Leggiamo in questi giorni sui quotidiani locali l'accelerazione che si è data, verso un nuovo assetto azionario, della situazione di stallo che da ormai troppo tempo sta caratterizzando lo scalo aeroportuale di Ronchi dei Legionari. Stallo che si è tradotto in una completa inattività e assenza completa di idee riguardo lo sviluppo, o almeno una stazionaria situazione, di una realtà che consideriamo fondamentale per l' economia provinciale. Per dare uno scossone a questa società avevamo presentato una mozione in Consiglio comunale di Monfalcone tendente alla chiusura di quel “carrozzone” che, negli anni, si è dimostrato essere il Consorzio di Sviluppo dell' Aeroporto FVG. Mozione che abbiamo poi deciso di tenere responsabilmente in stand-by in attesa di quel “famoso piano industriale che due mesi fa il Consorzio aveva annunciato e che puntualmente si è rivelato l' ennesima presa in giro. Nessun piano industriale è stato presentato!! Ma non poteva essere diversamente!! Chi ha badato, per decenni, solo a gestire in modo clientelare e senza nessun disegno progettuale e avendo solo la preoccupazione di non perdere il potere all'interno della società non poteva certo ravvedersi ora che la situazione economica ha reso impossibili da parte dei Comuni ed enti soci i continui “rabbocchi” di denaro pubblico per ripianare quelle allegre gestioni del passato. Ora che la “magnadora” è finita, ecco che si inizia ad intravedere la possibilità che, finalmente, sia la Regione in primis a gestire lo scalo permettendo quelle possibili e , secondo noi, necessarie sinergie con le altre realtà settoriali vicine per poter creare le basi per uno sviluppo o almeno un mantenimento della realtà produttiva ed occupazionale. Si, perchè il pericolo che vediamo all' orizzonte è un negativo ridimensionamento dello scalo. Segni evidenti sono i licenziamenti ed il trasferimento di materiali e uomini che, nascostamente, società che operano nell' aeroporto stanno iniziando, da un po' di tempo, a porre in atto. Alle voci tranquillizzanti che rispondono alle domande che si pongono i lavoratori aeroportuali infatti fanno da contraltare atti che vanno nella direzione contraria alla tranquillità.
Ci sono centinaia di famiglie che lavorano e vivono di questa realtà economica ed hanno bisogno di sicurezza circa il loro futuro!!
Troppo tempo si è perso finora!! L' Aeroporto di Ronchi ha bisogno di un assetto azionario forte e determinato che sappia discutere con gli operatori che hanno base nello scalo e sappia dare sicurezza sia a loro, in termini di redditività degli investimenti, che ai lavoratori, in termini di sicurezza economica.
Ci auguriamo che l' azionariato sia a breve definito chiaramente con una maggioranza della Regione che dia finalmente quelle indicazioni di prospettiva futura che per anni sono mancate.
Ci auguriamo che si presti, DA SUBITO la dovuta attenzione ai problemi occupazionali che stanno emergendo seriamente, così da non trovarsi, nuovamente, a doversi confrontare con una crisi occupazionale “che nessuno aveva sentore ci fosse” e che non è più possibile gestire.
La Provincia di Gorizia non è più in grado di sopportare altre perdite di posti di lavoro, la Provincia di Gorizia non ha più bisogno di palliativi economici a scadenza ma di gestioni serie delle sue realtà economiche che le permettano di ricominciare a programmare il suo futuro.
Chiediamo, per questo, un forte e preciso impegno da parte della Regione e dei Comuni di Ronchi e Monfalcone, in primis, ed una tardiva ma a questo punto appropriata presa d' atto da parte dei componenti il Consorzio Aeroportuale che hanno dimostrato di non avere le capacità e, forse, la voglia di gestire una partita che si gioca sulla pelle reale dei lavoratori: facciano sollecitamente un passo indietro così da non rinviare il tempo delle oramai improcrastinabili decisioni.
venerdì 15 maggio 2009
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